Tecnologia · 2 min read · Jan 30, 2026
Oggetti in plastica stampati in 3D possono connettersi al Wi-Fi senza batterie o elettronica

Oggetti stampati in 3D si connettono al Wi-Fi attraverso la plastica e senza elettronica
I ricercatori dell’Università di Washington hanno creato una varietà di oggetti in plastica stampati in 3D che possono raccogliere dati e comunicare con dispositivi connessi al Wi-Fi senza elettronica, trasformando oggetti domestici ordinari in sistemi connessi IoT.
Il metodo utilizzato dai ricercatori per abilitare il Wi-Fi stampato in 3D si chiama ‘Wi-Fi backscatter’, che fondamentalmente dipende da componenti elettronici per riflettere o assorbire segnali radio da un router Wi-Fi.
“Il nostro obiettivo era creare qualcosa che esce semplicemente dalla tua stampante 3D a casa e può inviare informazioni utili ad altri dispositivi,” afferma Vikram Iyer, co-autore principale del documento di ricerca e dottorando in ingegneria elettrica alla UW. “Ma la grande sfida è come comunicare senza fili con il Wi-Fi usando solo plastica? Questa è una cosa che nessuno è riuscito a fare prima.”
La ricerca deve ancora essere sottoposta a revisione paritaria, ma puoi leggere il documento qui. Il team ha presentato il proprio lavoro alla Conferenza e Mostra SIGGRAPH dell’Associazione per la Macchina da Calcolo sulle Grafica Computerizzata e Tecniche Interattive in Asia il 30 novembre.
I ricercatori hanno sostituito i componenti elettrici con molle, ingranaggi e interruttori stampabili in plastica, mentre le antenne in questi oggetti stampati in 3D sono realizzate con un filamento di stampa conduttivo plastica-rame e integrate nell’oggetto stampato in 3D. Poi, utilizzando le tecniche di backscatter e l’antenna, i dati sono stati trasmessi riflettendo segnali radio emessi da un router Wi-Fi o da un altro dispositivo elettronico.
In altre parole, mentre i dispositivi in plastica non trasmettono alcuna informazione, contengono modelli modificabili che trattengono informazioni incorporate e che un dispositivo elettronico wireless come un router Wi-Fi può leggere.
I ricercatori possono convertire oggetti non elettrici in strumenti utili connessi al Wi-Fi. Ad esempio, un accessorio per detersivo che può rilevare quando stai finendo il sapone, o un cursore senza batteria che controlla il volume della musica, o un sensore d’acqua che invia una notifica sul tuo smartphone quando c’è una perdita, o un pulsante che effettua automaticamente un ordine online per il cibo.
Ecco ulteriori informazioni dal documento:
“Questo documento pone la seguente domanda: possono oggetti realizzati con materiali plastici essere connessi a smartphone e altri dispositivi Wi-Fi, senza la necessità di batterie o elettronica? Una risposta positiva consentirebbe un ricco ecosistema di ‘oggetti parlanti’ stampati in 3D con filamenti di plastica comuni che hanno la capacità di percepire e interagire con il loro ambiente. Immagina cursori o manopole in plastica che possono abilitare un’interazione fisica ricca inviando dinamicamente informazioni a un ricevitore Wi-Fi nelle vicinanze per controllare il volume della musica e le luci in una stanza. Questo può anche trasformare la gestione dell’inventario dove, ad esempio, una bottiglia di detersivo in plastica può monitorare autonomamente l’uso e riordinare forniture tramite un dispositivo Wi-Fi nelle vicinanze. Tale capacità democratizza la visione di connettività ubiqua consentendo ai designer di scaricare e utilizzare i nostri moduli computazionali, senza richiedere l’expertise ingegneristica per integrare chip radio e altre elettroniche nelle loro creazioni fisiche. Inoltre, man mano che la commercializzazione delle stampanti 3D continua, tale capacità di comunicazione apre il potenziale per gli individui di stampare sensori wireless, widget e oggetti altamente personalizzati che sono adattati alle loro esigenze individuali e connessi all’ecosistema di Internet.”
I ricercatori hanno pubblicato gli oggetti come modelli CAD scaricabili gratuitamente. Puoi accedervi qui.
Guarda il video qui sotto che mostra le creazioni realizzate dai ricercatori:
Fonti: ZDNet, 3Ders
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