Tecnologia · 2 min read · Nov 02, 2025
Sony Risponde ai Torrent e ai Siti di Condivisione File: Attacco DoS e Semi Falsi

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- Sony Risponde ai Torrent e ai servizi di condivisione file utilizzando attacchi Denial of Service e semi falsi
- La Risposta
Sony Risponde ai Torrent e ai servizi di condivisione file utilizzando attacchi Denial of Service e semi falsi
L’attacco hacker di novembre potrebbe aver messo in ginocchio Sony, ma non è ancora morta. Dopo l’attacco hacker a Sony, gli hacker hanno divulgato parti dei 100 terabyte di dati rubati dalla rete aziendale di Sony in piccole tranche. Questi dati includevano i film non ancora rilasciati di Sony, le informazioni dettagliate dei dipendenti aziendali di Sony come email e numeri di previdenza sociale, le informazioni dettagliate del cast, della troupe e di altri membri del personale che lavorano con le produzioni Sony e altri dati riservati. Questi dati sono/erano condivisi attraverso vari torrent e servizi di condivisione file. Sony ha deciso di rispondere e dare a questi siti un po’ di filo da torcere.
La Risposta
Secondo Recode, Sony ha iniziato a utilizzare diverse contromisure tecnologiche per interrompere i download delle sue informazioni più sensibili attraverso torrent e servizi di condivisione file. Recode afferma che Sony sta utilizzando centinaia di computer in Asia per eseguire quello che è noto come un attacco Denial of Service (DoS) sui siti di condivisione file dove i suoi dati rubati sono stati identificati come ospitati.
Secondo Recode, Sony sta utilizzando i servizi di rivenditori online, Amazon Web Services Data Centers con sede a Tokyo e Singapore, per eseguire gli attacchi Denial of Services (DoS). Normalmente, le aziende media utilizzano queste tecniche per combattere e contrastare i siti web che ospitano film e musica piratati.
Sony sta adottando una tecnica speciale chiamata ‘Semi Falsi’ contro coloro che utilizzano torrent per scaricare e caricare i suoi file rubati. La procedura per impiegare questa tecnica è piuttosto complessa. Quando un utente sta scaricando un file tramite qualsiasi software torrent, l’utente scarica parti del file simultaneamente da diversi ‘seeders’ e ‘leechers’ per facilitare un download più veloce e ininterrotto. I ‘seeders’ facilitano il download completo del torrent, mentre i ‘leechers’ facilitano il download di pezzi e parti del file e lo ospitano. Normalmente, tutti gli utenti torrent agiscono come una sorta di ‘leechers’ nell’ecosistema torrent. Quando l’utente scarica il file completo, diventa un ‘seeder’. Sony ha portato avanti questa idea impiegando quelli che vengono chiamati ‘semi falsi’. Sony sta clonando i semi con i propri file fittizi che contengono dati senza senso ma abbastanza grandi come dimensione e seminando questi semi falsi nell’ecosistema torrent in modo che prosciughino le risorse software di un downloader, portando la velocità di download a un passo d’uccello. L’idea di base dietro questa variazione è quella di frustrate il downloader fino a farlo rinunciare al download del file e non essere parte dell’ecosistema torrent dei file rubati.
Recode afferma che Sony ha utilizzato una tecnica simile nei primi giorni dei servizi di condivisione file. “La tecnica di Sony è simile a quella che ha impiegato nei primi giorni della condivisione di file, quando ha collaborato con una società anti-pirateria chiamata MediaDefender. La società popolava le reti di condivisione file con file di decoy etichettati con i nomi di film popolari come “Spider-Man”, per indurre gli utenti a trascorrere ore a scaricare un file vuoto.”
Sony sta già sostenendo enormi costi finanziari a causa dei suoi film non rilasciati condivisi online e della possibilità di contenziosi a seguito degli attacchi hacker. Resta da vedere come queste tecniche aiuteranno Sony, ma potrebbero aiutare il colosso dell’intrattenimento a recuperare parte del suo morale e orgoglio perduti.
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